Il piede piatto è un problema da non trascurare, che colpisce una buona percentuale della popolazione.
Bisogna sottolineare che, alla nascita, tutti i bambini presentano un piede piatto, dato che l’arco plantare inizia a svilupparsi in maniera significativa non prima dei sei anni. Tuttavia, non sempre il processo di sviluppo si attiva nella maniera corretta, con la conseguenza di far diventare il “piede piatto” una sindrome da tenere sotto controllo.
Tecnicamente si tratta di un appiattimento della volta plantare del piede, che ha come diretta conseguenza il cambiamento dei rapporti delle articolazioni.

 
Nonostante nella grande percentuale dei casi il problema si manifesti da piccoli, non è escluso che il Piede Piatto possa subentrare anche in età più avanzata. I sintomi più comuni sono un persistente dolore alla caviglia o, più in generale, un dolore diffuso ai piedi.

Queste manifestazioni valgono sia per gli adulti, sia per i bambini per i quali è sempre bene programmare una visita da un ortopedico che possa valutare il corretto sviluppo dell’arco plantare e, se così non fosse, prendere in considerazione di provare plantari correttivi su misura per bambini. I plantari ortopedici studiati appositamente per i bambini risultano positivi nella stragrande maggioranza dei casi.

Se si prendono precauzioni in età precoce, quando il piede è ancora totalmente in via di formazione, è sicuramente meglio, perché si può intervenire con maggiore efficacia e, soprattutto, limitando al massimo l’invasività.

Sono rari, infatti, i casi in cui il piede piatto è così pronunciato da richiedere un intervento chirurgico.
Il plantare sostiene nelle maniera corretta il piede, dando all’arco plantare la giusta forma ed evitando la pronazione, che è uno dei segni, anche visivi, più immediatamente riconoscibile del piede piatto. Con il termine pronazione si indica un appoggio del piede sul terreno che avviene con la sua parte interna, con una conseguente posizione innaturale della caviglia che si trova ad essere fuori asse rispetto al piede. Il difetto si può notare a occhio, ma anche guardando le suole delle scarpe, che saranno più consumate proprio nella parte interna rispetto alla parte dell’esterno del piede.

Il plantare interviene proprio in questa direzione, dando all’appoggio del piede sul terreno la corretta inclinazione, grazie ai materiali lattici di diversa densità che vengono utilizzati nella sua realizzazione.
Fate attenzione, perché non basta mettere dei plantari qualsiasi per pensare di avere risolto il problema, ma bisogna rivolgersi a degli specialisti che sappiano come intervenire e che, soprattutto, realizzino un plantare assolutamente su misura, pensato per ogni specifico caso. Solo in questo modo si può avere la certezza che il dispositivo abbia piena efficacia, andando ad agire nel modo più corretto sul piede del bambino.

Come detto, l’utilizzo del plantare può portare ottimi risultati con una invasività davvero minima: dopo le prime ore di utilizzo, quando, naturalmente, i bambini potranno avvertire una sensazione “strana”, perché il piede appoggerà in maniera diversa da quanto fatto in precedenza; il plantare diventerà un “compagno” abituale a cui il bambino non farà più nemmeno caso, accorgendosi, anzi, quando non lo avrà indossato.